IN PUNTA DI MATITA & DI PENNELLO

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Monica Sori

Scrivere o dipingere? Sono “nata” giornalista e non posso fare a meno di comunicare anche con la parola.
In questo blog voglio portarvi nel mio mondo, fatto di arte, racconto ed esplorazione.

Sabbia incollata su base di masonite
Come nasce un’opera d’arte

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Non posso spiegare la genesi di un quadro, almeno non in senso generale. Ma desidero raccontare il mio percorso d’artista, dall’idea di un lavoro alla preparazione dei materiali e dei colori, dall’esecuzione (che può durare poche ore oppure giorni) al momento giusto in cui dico: “basta”, è finito!

Io non sono una pittrice che sposa un’unica idea, un solo soggetto e ci si arrovella per tutta la vita. Io amo spaziare. Mi piace (mi piaceva) viaggiare, fisicamente, vedendo posti nuovi, ma anche percorrendo le strade di tante tecniche diverse, di materiali e colori differenti, di idee e di soggetti che magari non hanno nulla in comune, apparentemente. In pratica, il concetto di viaggio in senso di sperimentazione. Non voglio teorizzare, però, voglio portarvi al cuore di una mia recente opera: “Frammenti di materia”.

L’idea: datemi uno spazio

Una caratteristica del mio lavoro è che non sempre (anzi, quasi mai) il quadro finisce così come me lo ero immaginato all’inizio. Ora non me ne preoccupo più e lascio che l’istinto prenda il sopravvento durante il procedimento e cerco di accogliere benevolmente quello che di inaspettato emerge. Prima di tutto l’idea… Io mi lascio soprattutto affascinare dagli spazi aperti, dalle geometrie e dai disegni che la natura (nel senso più ampio del termine) riesce a comporre. Io, poi, cerco di metterci anche un po’ di me stessa.

Incollo la carta, precedentemente colorata, sulla base di masonite dipinta con colori acrilici…

… aggiungo sabbia nera per evidenziare linee e geometrie
del paesaggio.

I materiali: preparo la carta

In “Frammenti di materia” sono partita, appunto, dalla materia: soprattutto pezzetti di carta molto resistente (per intenderci quelli della spesa portata a domicilio) colorati con inchiostri, sabbia nera, le mie amate bustine del tè, un po’ di garza e altri “frammenti” di materiali da riciclare. L’idea è il proseguimento di un progetto di cui vi ho già parlato: le marcite (altri lavori sono: Campo in città; Acqua, terra, aria; Geometrie in campo) Si tratta dei terreni agricoli intorno a Milano, solcati da canali d’acqua con funzione d’irrigazione. Acqua, terra, aria: ho tutto ciò che mi serve!

L’esecuzione: inizia la magia

Per farla breve, ho iniziato a incollare carta e sabbia pensando poi di rivedere il tutto con del colore acrilico o a olio. Ma mentre attaccavo varie sostanze pensando semplicemente di creare uno spessore materico su una tavola di masonite è iniziata la magia. Questi “frammenti” hanno creato un mosaico di colori che inaspettatamente ha rappresentato il mio pensiero, anche se io all’inizio non lo sapevo! Anzi, è andato oltre ciò che intendevo rappresentare. Doveva essere un campo di terra grezza. È diventato un caleidoscopio di terra e acqua che trasmette un’alchimia di emozioni!

Frammenti di materia, tecniche miste su masonite, 53 x 53 cm (aprile 2021).

Alla fine: saper dire basta!

Però, la vera difficoltà quando si dipinge un quadro, di qualsiasi tipo, dall’acquarello all’opera materica, dal figurativo all’astratto, è saper capire quando il compito è finito. Tanto più quando, come me, ci si lascia guidare (o fuorviare) dall’istinto! È forse l’attimo cruciale di tutta l’opera. Riuscire a individuare il momento di “rottura” oltre il quale è meglio non andare, perché c’è il rischio di perdere il lavoro, è ciò che determina un quadro che genera emozione. Insomma, un quadro ben riuscito. Tutto il resto non conta. Per questo, vorrei chiudere con una frase di Paul Gauguin che mi è sempre di grande ispirazione:

“Innanzitutto l’emozione! Soltanto dopo la comprensione!”

“Frammenti di materia” visto da vicino.